BIOGRAFIA DI GUIDO CATALANO

Guido Catalano nasce a Torino nel 1971 sotto il segno dell’acquario. Il nome deriva da quello del nonno siciliano che si chiamava Guido Catalano. Considerando che suo padre voleva chiamarlo Orso Maria e sua madre Lucia, si può dire che gli è andata di lusso.

Durante l’adolescenza cerca di sopravvivere al Liceo Classico Massimo D’Azeglio andando a scuola il meno possibile e all’occorrenza mimetizzandosi con i banchi. È uno di quelli che evita di uscire durante la ricreazione, non interviene mai alle assemblee e non si presenta a scuola per la tradizionale foto di classe.

A 18 anni, iscrittosi a Lettere Moderne, comincia una breve stagione da cantautore all’interno di un gruppo musicale: senza minimamente conoscerli copia il gruppo rock demenziale degli Skiantos.

Al termine di questa prima esperienza canora, inizia a leggere le sue poesie nei pub, nelle pizzerie, nei Circoli Arci, nelle associazioni culturali. Per autopromuoversi va in giro ad attaccare sui muri le locandine dei suoi spettacoli o, peggio, telefona agli amici raccomandandosi di non mancare.

Con l’avvento del nuovo millennio pubblica il suo primo libro “I cani hanno sempre ragione” con l’editore SEED: poesie brevi e tristissime coerenti con il suo stato d’animo tristissimo.

Per due anni lavora come portiere in un residence. Alle prese con diverse tipologie di professionisti tipo ascensoristi, idraulici e tapparellisti, matura una stima particolare verso gli spurgatori di pozzi che lo porta a citarli spesso nelle sue poesie.

Nel 2003 esce “Sono un poeta, cara” dove (come si intuisce dal titolo) comincia timidamente ad emergere la consapevolezza della genialità. La prefazione è curata da Roberto “Freak” Antoni, leader degli Skiantos, con il quale inizia una collaborazione.

Un amico lo ammonisce che sta per diventare un artista “clinico” il tipo cioè a cui esibirsi serve come una seduta dallo psicanalista. Considerando che andare dallo psicanalista costa almeno 100 euro, e che per fare un reading quella stessa cifra la guadagna lui e in più beve anche gratis capisce che è la strada da seguire.

Nel 2004 forma un trio con il pianista Gattico e la violinista Suzuki per il live show Sbronzi all’alba senza sigarette a metà tra il concerto e il reading poetico. Seguono altri progetti come il “Catalano Poetic Experience”, “Senza limoni può essere la fine” e “Suicidarsi non ha senso se prima non fai fuori un po’ di gente che ti sta sul culo”.

Dall’aprile al giugno 2005 partecipa come ospite fisso, in qualità di poeta, alla trasmissione di MTV “True Line”, condotta da Camila Raznovich.

Partecipa senza successo al Laboratorio Zelig di Torino dove lo redarguiscono perché i suoi pezzi sono “troppo poetici”.

È il 2006 quando apre il blog guido www.catalano.it e la relativa pagine FB, che oggi ha quasi 40.000 contatti.

Nel gennaio dello stesso anno collabora col settimanale “Giò” (inserto de La Stampa) in qualità di opinionista.

Nel 2007 pubblica il terzo libro dal titolo “Motosega”, sempre con l’editore SEED. (La motosega allude al poeta in veste di boscaiolo dell’anima)

Nel 2008 insieme al cantautore Federico Sirianni e al chitarrista Matteo Negrin comincia a portare in giro Il Grande Fresco: un spettacolo dove poesia, musica e cabaret si integrano così bene farne una sorta di “cult” che gli appassionati seguono fedelmente in tutta Italia.

Nel 2010 partecipa a qualche puntata di «Barbareschi Sciok» in onda su LA7. La trasmissione sarà un flop e verrà interrotta dopo poche puntate, giusto in tempo per fare esibire Catalano a fianco di personaggi del calibro di Fabrizio Corona e Costantino Vitaliano.

Esce “La donna che si baciava con i lupi”, edito da Le Bolle Blu, con una prefazione entusiastica di Gipi. (Riedito nel 2014 da Miraggio Edizioni insieme a Motosega.)

Pur affermando di non sopportare il contatto fisico con altri poeti, è tra gli organizzatori con La Signora dei Calzini e Arsenio Bravuomo del torneo di poetry slam “Poeti in Lizza“.

Nel 2011 passa alla giovane e dinamica casa editrice Miraggi con cui pubblica “Ti amo ma posso spiegarti”, seguito da “Piuttosto che morire m’ammazzo” nel 2012.

Nel 2013 partecipa in veste di poeta da terrazzo alla prima (e unica!) stagione del programma “Celi mio marito” su Rai3.

Nel 2013 si trasforma in attore per i caroselli pubblicitari dell’ Amaròt, un amaro piemontese. Per quanto la performance di Catalano sia ottima in tutti gli spot, manca la redemption sugli acquisti perché il pubblico non comprende che si tratta di una pubblicità a un prodotto veramente esistente.

Nel 2014 apre una rubrica su “Il Fatto Quotidiano” on line, dove viene sbeffeggiato da buon parte del pubblico che non gli perdona di andare a rima a cazzo. L’altra parte del pubblico in compenso lo adora come un eroe romantico e il suo pubblico su Facebook cresce a dismisura.

Nel 2015 esce la ristampa di “Motosega” per Miraggi. Insieme a Marco Cazzato cura mensilmente “La posta del cuore” sulla rivista Linus in cui risponde con brio a domande imbarazzanti su amore e sesso. Ogni settimana partecipa alla trasmissione Caterpillar su RaiRadio2.

Nel 2016, dopo anni di pressione da parte di Rizzoli che gli aveva dato un lauto anticipo sulle vendite nel 2014, esce il suo primo romanzo “D’amore si muore, ma io no”.

Attualmente è in lavorazione il cortometraggio di Elianto Film su di lui “Sono Guido, ma non Guido”.

Da 13 anni svolge la regolare professione di poeta con partita IVA. Pur avendo venduto quasi 20.000 libri ed essendo divenuto un sex symbol è ancora relativamente povero e per guadagnarsi il pane quotidiano è costretto a esporsi al pubblico ludibrio in giro per il Paese almeno una sera su due. Per il futuro sogna una banale villa con piscina e le conigliette di Play Boy che si dimenano in topless sul bordo, mentre sorseggia qualche intruglio alcolico da un bicchiere di cristallo.

Nota: poche settimane dopo la pubblicazione della sua agiografia su questo sito, una buon anima ha inserito la voce Guido Catalano su Wikipedia, per quanto la biografia che vi compare sia molto scarna vogliamo qui ringraziare la buon anima per aver reso un servizio all’umanità.

 

Pellegrinaggio a casa del Pascoli

Post Author: Superciuk

Superciuk nasce in una clinica in Val Padana alle 7 mattina. E' molto delusa, dovrà aspettare 11 ore per l'aperitivo. Un trauma mai superato.