Ti amo ma posso spiegarti” di Guido Catalano – Flanerì

Come si destruttura lasciando che il senso arrivi, e che sia gradevole, e che sia arte, e che sia poesia, e che sia emozione? Lo si fa solo conoscendole bene, la poesia e la lingua; poi, sperimentando in direzione ossidata e contraria: dilatando i confini, creando alla bisogna. Parole, situazioni, segni, sensi, strutture. Il classico nutre, ha nutrito, si sente, ma non lascia nostalgia di sé.
È una raccolta che si fa leggere proprio bene, il centone-liber di guido catalano (minuscolo, come lui stesso in copertina). Un diario di stra-bordo di illuminazioni sentimentali e linguistiche, di vampate di genio dialogico: fortunato, guido, a trovarle di donne che (sublime inversione…) “te l’appogino”, tengano il tuo passo; pare quasi una altera te, la sponda dei tanti fortunatissimi battibecchi del tuo libro…
Nemmeno scoccia il fumettato, la giovanili-sticheggian-te fattura del volume tutta a urlare “non è un libro convenzionale!”: le pagine in negativo, l’occhiello-spioncino, l’autore icona che ricorda un po’ Fidel. Non scoccia perché impatta, questa poesia: muove e commuove. Non scoccia perché assona, questa poesia, e se la leggi a voce alta (io, e ho deciso di recensire) te ne accorgi. Non scoccia perché non è affatto posa oppure è posa sì, ma dopo lungo decantare: le sofferte originalità che fanno capolino (come guido in copertina) lui le ha pagate tutte, te ne accorgi. Livido su livido, cicatrice su cicatrice. E gliele invidi, quasi, per densità di vita e originalità di confezione.
catalano catalizza: c’è l’amore al porno d’oggi, il pudore del patire, la dolente accettazione che non è e non sarà, per chi è nato in peri-’80, mai più “noi due per sempre”. Chi la prende molto male nei privé (addirittura, c’è chi lo…), chi si priva e un taglio a testa e a toro, chi si dedica allo spinning chi diventa un po’ vegano. guido ha preso penna [in mano]: meno male, perché leggerlo ricorda dove siamo, quando siamo, quanti siamo e che lingua che parliamo è che è la nostra e ci si presta, se chiediamo. Ecco, fa cose così; per tutto il libro, però. Ed è più bravo.

Flanerì 9 Marzo 2012

articolo di Andrea Viviani

Post Author: Superciuk

Superciuk nasce in una clinica in Val Padana alle 7 mattina. E' molto delusa, dovrà aspettare 11 ore per l'aperitivo. Un trauma mai superato.

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